Barolo  MOnVIGLIERO

 

D.o.C.G.

 

Riserva  2011

 

 

Scheda Tecnica



ZONA DI PRODUZIONE:  Piemonte, Langhe in provincia di Alba, territorio comunale di Verduno, cru Monvigliero

UVAGGIO: Nebbiolo 100 %

GRADAZIONE ALCOLICA : 14,5 % vol

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: rosso rubino tendente al granato Odore: molto complesso, sempre cangiante nel corso della degustazione, con sentori che vanno dai tipici floreali in cui primeggiano rosa appassita e violetta, a note più legate al terreno, come la foglia di tabacco fresca ed il goudron nonché , nel finale, fresche note balsamiche. Sapore: armonico, estremamente elegante, con tannini filigranati e setosi

DA CONSUMARSI ENTRO:  da ora ai prossimi quindici anni, compatibilmente con una corretta conservazione in cantina.

 

 

COMMENTO:

Di più, all’interno della stessa bottiglia, è praticamente impossibile avere! La più celebrata DOCG, il Barolo noto come “re dei vini e vino dei re”, proveniente da uno dei migliori cru, per giunta nella versione Riserva ed infine da due delle migliori annate è davvero un tesoro che l’elegante cassetta in legno custodisce e protegge. Come è risaputo da secoli il territorio di produzione del Barolo è stato studiato a fondo e suddiviso, in base alle giaciture ed alle caratteristiche pedologiche e climatiche che danno vita a prodotti tra loro differenti, in zone di provenienza delle uve. E’ pertanto d’uso tra gli appassionati dissertare delle differenze tra, ad esempio, un Barolo di Castiglione Falletto, longevo e muscolare, rispetto ad uno di Verduno, considerato tra le espressioni più femminee ed eleganti del territorio. Ma la zonazione, cioè la suddivisione del territorio in aree di qualità e pregio differenti ha avuto il suo apice negli anni settanta dello scorso secolo quando un produttore illuminato, Renato Ratti, ha classificato i singoli territori comunali in sottozone più o meno vocate, indicandone i migliori cru, o come vengono ufficialmente chiamati oggi in gergo burocratese, MGA (menzioni geografiche aggiuntive). Che la celebrata collina del Monvigliero nel comune di Verduno conosciuto come “sentinella delle Langhe” per la sua posizione più settentrionale tra gli 11 comuni, coi suoi 25 ha (su oltre 1.200 dell’intero territorio!!) posti ad un’altezza media di poco inferiore ai 300 m s.l.m. ed esposti completamente a sud, con terreno prettamente di colore chiaro, di scheletro calcareo-argilloso, venisse classificati allora e ribadita qualche anno fa ufficialmente come cru di 1° livello (21 in questa categoria, 181 complessivamente nei 3 livelli) non fu certo una sorpresa, dal momento che da secoli è considerata il Gran Cru di Verduno ed una delle massime espressioni che si possono contare sulle dita di una mano. Frutto di una vinificazione e maturazione secondo i dettami classici, per divenire Riserva deve rimanere in cantina almeno sino al compimento del sesto anno (4 per il Barolo normale); il fatto poi di provenire da un cru gli fa perdere un 10% di produzione massima permessa dal disciplinare rispetto ai già irrisori quantitativi ammessi per il Barolo, portandolo da 54 ettolitri ad ettaro a meno di 50 (poco più di 6.000 btgl ad ettaro!). Grandissimo rosso, perfetto già ora, superbo ed estremamente elegante, caratteristica precipua per cui è conosciuto, si accompagna al desco con le portate classiche e nobili che da sempre lo accolgono con rispetto e timore reverenziale quali la selvaggina, arrosti e brasati o formaggi molto stagionati come il Castelmagno, rendendo indimenticabile l’abbinamento e l’occasione che l’ha generato. Da stappare ed ancor meglio scaraffare almeno 2 ore prima del servizio, da effettuarsi tra 18° e 20° C.

 

 

 

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