Brachetto D'Acqui DOCG

spumante, dolce

 

 

 

 

 

 

...nel secolo scorso questa ambrosia, tra la borghesia piemontese e soprattutto tra le donne, era tenuta in gran considerazione e preziosamente custodita per gli invitati di maggior riguardo...

 

 

 

Scheda Tecnica

 

Zona di produzione: Piemonte, Acquese compreso tra le province di Alessandria ed Asti

Uvaggio: Brachetto 100 %.

Rese Massime: 80 quintali di uva per ettaro.

65 ettolitri in vino per ettaro.

Gradazione Alcoolica: 7 % vol

Descrizione del Vino: 

Colore: rubino brillante scarico tendente al cerasuolo.

Odore: ricco in profumi floreali tra cui primeggia per finezza ed intensità la rosa.

Sapore: lieve, delicato, effervescente, con importante vena dolce, gradevolissima.

COMMENTO:

Spumante rosso aromatico, oggi finalmente di gran moda, il Brachetto ha dovuto sopportare pazientemente nei decenni scorsi un triste periodo nel limbo, quando a sproposito a fine pasto, con dessert e dolci, imperavano cinicamente spumanti bianchi secchi e ricchi in acidità che più che amalgamarsi coi sapori delicati della pasticceria, si scontravano con essi, dando il colpo di grazia  alle papille gustative, ormai stremate dall’intero pasto.

Eppure nel secolo scorso questa ambrosia, tra la borghesia piemontese e soprattutto tra le donne, era tenuta in gran considerazione e preziosamente custodita per gli invitati di maggior riguardo. Il forte legame con la tradizione locale è testimoniato anche dal fatto che la più tipica delle maschere piemontesi, il Gianduja (termine derivato da Gioan d’Landuja  e cioè Giovanni dal boccale), fine gourmet ante litteram, pretendesse il suo boccale per l’appunto sempre pieno di Brachetto.

Questo V.Q.P.R.D. (vino di qualità prodotto in regioni determinate), autoctono nel vero senso del termine visto che è presente da sempre solo nel basso Piemonte ed a buon diritto ormai da 18 anni nel gota delle D.O.C.G., è l’ideale sposo poco alcolico e giustamente dolce di macedonie di frutta con fragole o frutti di bosco, sorbetti, crostate di confetture, torte di nocciola e pasticceria secca in genere.

Va servito fresco ma non gelato, intorno ai 10° C, in calici a coppa larga e consumato in gioventù, quando esprime al meglio la sua aromaticità e leggiadrìa. 

 

 

 

 

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