"NEBBIOLO D'ALBA"

Spumante Brut Rose' Metodo Classico

2013

 

 

 

ZONA DI PRODUZIONE:  Piemonte, Langhe, colline dell’Albese

UVAGGIO:    100 % Nebbiolo

GRADAZIONE ALCOLICA : 12,5%

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: rosato con perlage fine e molto persistente

Odore: estrema eleganza che si traduce in sentori floreali di rosa e viola ben integrati ad una vibrante ciliegia

Sapore: intrigante, cremoso, fresco

DA CONSUMARSI ENTRO:  pronto per il consumo può attendere la stappatura anche un lustro

                                               

COMMENTO:

 

L’enologia piemontese sino a qualche tempo fa legata indissolubilmente alla tradizione ed usanze millenarie pare essersi risvegliata ultimamente, dando alla luce novità di tale spessore e audacia da far impallidire il nuovo mondo vitivinicolo ove tutto è permesso e praticabile.

Chi avrebbe infatti pensato solo qualche anno fa di poter ottenere dall’uva a bacca rossa più nobile e rispettata, il Nebbiolo, utilizzata da sempre per ricavare grandissimi vini fermi da lungo invecchiamento come Barolo o Barbaresco, un esuberante metodo classico rosato, di gran corpo e struttura vista l’uva di partenza ma nello stesso tempo leggiadro e scoppiettante?

Sulle colline delle Langhe certamente qualche vecchio contadino avrà a dir poco storto il naso vedendo vendemmiare il re dei vitigni locali con un certo anticipo per preservarne l’acidità, vinificarlo come rosato dopo una macerazione a freddo delle uve in pressa e quindi imbottigliarlo per una lunga seconda rifermentazione di oltre 3 anni in bottiglia sulle proprie fecce fini con sboccatura finale nel 2017.

Il risultato però, finalmente assaggiato, ha convinto tutti che in enologia si deve osare, non per rinnegare quanto i nostri avi ci hanno lasciato, ma per utilizzare al meglio e nel modo più variegato la materia prima che abbiamo a disposizione.

Grande e longevo rosato da tutto pasto si esalta con portate di pesce e crostacei, tra cui spicca l’aragosta ed anche salumi e carni crude condite come la bresaola, la tartar od il carpaccio. D’obbligo, per conservarne la temperatura di servizio, la presenza vicino al tavolo di un secchiello con ghiaccio tritato, acqua fredda e sale grosso in cui la bottiglia, in attesa di essere servita, verrà immersa.

Grazie ai 25 g/l di residuo zuccherino endogeno, che lo rendono estremamente morbido e suadente, può essere infine utilizzato senza tema come aperitivo di classe.

 

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