Glera

 

 

FRIZZANTE DEI COLLI TREVIGIANI  I.G.T. 2012

 

 

 

SCHEDA TECNICA

ZONA DI PRODUZIONE:  Veneto, area collinare della provincia di Treviso.

UVAGGIO:    100 % Glera (ex Prosecco).

 GRADAZIONE ALCOLICA : 11% Vol.

 DESCRIZIONE DEL VINO:

 Colore: bianco paglierino con allegri riflessi che tendono al verdognolo.

Odore: fresco, fruttato, con note di mela e pesca.

Sapore: equilibrato, fine ed elegante, persistente.

 DA CONSUMARSI ENTRO:  vino immediato, che dà il meglio di se in gioventù.

 

COMMENTO:

 Il 2009 per il Prosecco è stato l’anno zero, in cui tutto è cambiato e nulla è rimasto come prima; sulle colline della Marca Trevigiana il tempo ormai si tende a dividere in prima e dopo il 2009, l’anno della svolta. E’ stato infatti nel corso di quell’anno che l’allora ministro dell’agricoltura Zaia, oggi governatore del Veneto, leghista della prima ora, enologo e, guarda caso, natio di quelle zone, decise e stravolse in pochi mesi, col piglio dell’uomo del fare, la legislazione di questo vino.

Da IGT il Prosecco poté fregiarsi unicamente delle indicazioni DOC o DOCG. Il nome Prosecco venne riservato solo al vino e assolutamente vietato al vitigno con cui è obbligatorio produrlo; quest’ultimo, un tempo noto col termine omonimo, venne ribattezzato con quello che era del resto l’antico nome che aveva in Friuli, ovvero Glera. L’area di produzione venne allargata enormemente, inglobando, oltre alla maggior parte delle province venete, anche l’intero Friuli, andando in tal modo automaticamente ad istituire la più grande DOC italiana (superiore per esempio sia per superfice che per produzione, al Chianti o al Montepulciano d’Abruzzo).

Non tutti i produttori hanno però deciso di seguire questa strada che, pur avendo sulla carta molti vantaggi, tra cui l’enorme massa produttiva con cui aggredire i mercati internazionali, nonché la protezione assoluta del brand Prosecco, tende d’altro canto alla massificazione dell’offerta, visto che ormai tutto il Prosecco, che venga dalla provincia di Vicenza o di Gorizia, si presenta sotto lo stesso cappello del Prosecco DOC.

Ecco perché è ancora possibile trovare viti che sulle colline del trevigiano, la culla del Prosecco da sempre, continuano a produrre lo stesso identico vino di un tempo ma per legge, avendo scelto di mantenere lo status di IGT Colli Trevigiani, non lo possono più etichettare come tale bensì col nuovo nome ufficiale del vitigno, “Glera” appunto. Stesso terroir quindi, il migliore, stesse viti, stesse tecniche produttive, sia in vigna che in cantina, stesso prodotto finale ma sotto nuovo nome.

Fine e delicato ma dai profumi fruttati prorompenti, tra cui primeggia la mela golden e la pesca, e floreali di glicine e acacia, fresco e giovanile al palato, con una chiusura che concede qualcosa all’amabile e ne accresce enormemente la facilità di beva.

Molto utilizzato come aperitivo o anche come ingrediente base di cocktails leggeri e poco impegnativi, a tavola può essere servito, anche scaraffato come vuole l’usanza locale, per accompagnare antipasti di pesce crudo o salumi (grande col prosciutto crudo di San Daniele), il locale “risi e bisi” (riso con piselli), risotti di formaggi freschi, fegato alla veneziana, piatti a base di verdure (radicchio trevigiano), olive all’ascolana e, perché no, un buon patè di “foie gras”. Servito in flute, ad una temperatura inferiore a 10° C, può infine chiudere in bellezza la serata, senza appesantire troppo.


Uva Glera

 

 

 

 

Uva Pinot B ianco

 

 

 

 

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