Lacrima di Morro d'Alba

D.O.C.   2016

 

 

 

 

Scheda Tecnica

Zona di produzione: Marche, Provincia di Ancona, tarritorio del comune di Morro D'Alba e parte di sei comuni limitrofi.

Uvaggio:  100% Lacrima

Rese Massime: 80 quintali di uva per ettaro,  5 ettolitri in vino per ettaro.

Gradazione Alcoolica: 12% vol.

Descrizione del Vino: 

Colore: rosso rubino carico e cupo, con evidenti note violacee; Odore: aromatico, fruttato (confettura di frutti rossi di bosco, lamponi), facilmente riconoscibile; Sapore: morbido, sapido, particolarmente vinoso, con piacevole finale amarognolo.

Da consumarsi entro:  tipico rosso da consumarsi giovane, sino a 3 anni dalla vendemmia.

 

 

Commento:  

Considerato dagli enologi il rosso secco italiano più profumato in assoluto, il Lacrima è decisamente  una chicca se pensiamo che solo poche decine di ettari di questo vitigno sono attualmente in produzione nell’anconetano, anche se il numero di nuovi ìmpianti, dato il grande interesse che si è creato intorno a questo vino, è in notevole crescita. La leggenda lo identifica come il vino preferito da Federico Barbarossa, che  pare ne facesse buon uso nel corso dell’assedio di Ancona, nel 1167, quando elesse come sua residenza proprio il Castello di Morro D’Alba. Un vino raro, ricco in storia e singolare quindi sia per il nome, che porta molti a confonderlo con un prodotto piemontese, sia per le caratteristiche organolettiche che si riuniscono in un sol bicchiere un naso inconfondibilmente profumato ed aromatico, quasi dolce, con una bocca secca, morbida e lunga.

Da servire non troppo caldo, intorno ai 15°, è un vino che in gioventù ben si sposa a salumi, timballi, piatti a base di carni bianche, anche di cacciagione (fagiano, lepre) allo spiedo o in agrodolce.  Questa Lacrima, così chiamata per la trasudazione di succo dall’acino maturo, che si può notare in vendemmia, porterà, contrariamente a quanto dichiarato dal nome, allegria e prestigio sul desco, accompagnata da una buona dose di curiosità da parte dei commensali. Un marchigiano, in sintesi, che gioca tutte le sue carte sull’atipicità e non omologazione e proprio per questo motivo si fa ricordare da tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incrociarne il cammino.


uva lacrima di Morro d'Alba

 

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