Malanotte del piave

D.O.C.G  2011

 

 

 
Raboso del piave

Raboso del Veroinese

 

 

Scheda Tecnica

 

 

ZONA DI PRODUZIONE:  Veneto, alcuni comuni a cavallo tra le province di Treviso e Venezia.

 

UVAGGIO:    70% Raboso del Piave.   30% Raboso Veronese.

 

GRADAZIONE ALCOLICA : 13,5% Vol.

 DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: rosso porpora, scuro ed impenetrabile.

Odore: elegante, fruttato con note di piccoli frutti a bacca rossa quali marasca, amarena, mora e prugna; un mix di frutto suadente e ricco che ben si amalgama con le piacevoli sensazioni dolci e speziate date dalla permanenza in piccoli carati di rovere.

Sapore: dalla struttura polposa e possente ed allo stesso tempo armoniosa e di setosa morbidezza. Piacevolmente denso, complesso e di ottimo equilibrio olfattivo/gustativo.

 

DA CONSUMARSI ENTRO:  10 anni dalla vendemmia.

 

 

 

COMMENTO:

 

La recentissima DOCG Malanotte, di cui l’annata 2008 è la prima a fare capolino sul mercato, non prende il nome, come si potrebbe essere indotti a credere, dalla locanda malfamata di manzoniana memoria posta sotto il castello dell’Innominato e frequentata dai suoi Bravi, bensì dal piccolo borgo medievale omonimo posto nel comune di Tezze di Piave, da cui questo vino ha avuto origine ed in cui lo scorso 11 novembre è stata stappata ufficialmente la prima bottiglia.

Un rosso strettamente legato alla tradizione locale, raro, particolarissimo, sia per quanto attiene le caratteristiche organolettiche, che produttive.

Per disciplinare infatti quello che qualcuno ha definito “il diamante nero del Piave”, figlio in purezza del bizzoso ma generoso vitigno Raboso, deve essere prodotto con una percentuale compresa tra il 15% ed il 30% di uve appassite (25% nel caso specifico), vinificate dopo l’8 dicembre dell’anno di raccolta. La commercializzazione poi può avvenire solo dopo almeno 3 anni di riposo in cantina, di cui almeno 12 mesi (18 nel nostro caso) di permanenza in botte.

Rese bassissime, sia in vigna che in appassimento, con una conseguente concentrazione elevata nel bicchiere, soprattutto delle note evolutive dovute all’appassimento, sono i segreti del successo di questa vera chicca, misteriosa ed introvabile.

Enoica bomba di pace, una volta stappata inonderà i sensi di sensazioni continuamente cangianti, comunque riconducibili alla confettura di piccoli frutti rossi. Prima donna al desco ha bisogno di confrontarsi con portate saporite, speziate e strutturate a base di carni, meglio se cacciagione, nonché formaggi molto stagionati, come per esempio il Montasio.

Ottimo anche come vino da meditazione, una volta terminato il desinare.

Servire a 18°-20° C, stappando la bottiglia almeno un paio d’ore prima della mescita.

La pesante borgognotta ed il cartone da 3 bottiglie coricate in cui questo Malanotte viene presentato stanno a sottolineare l’alto lignaggio dello stesso.

 

 

 

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