Morellino di Scansano

DOCG 2016

 

 

 

Scheda Tecnica

 

Zona di produzione: Toscana, Maremma, Provincia di Grosseto, territorio amministrativo di Scansano e pochi altri comuni limitrofi

Uvaggio: 90% Sangiovese, 5 % Ciliegiolo. 5 % Lanaiolo

Rese Massime: 120 quintali d'uva per ettaro. 84 ettolitri in vino per ettaro

Gradazione Alcoolica: 13%vol.

 

Descrizione del Vino: 

Colore: rosso rubino carico.

Odore: di frutti rossi.

Sapore; di grande corpo e struttura, rotondo e lungo.

 

Da consumarsi entro: può maturare ulteriori 5 anni.

  

 

 

Commento:

 

La Maremma, ed in particolare la sua parte meridionale, a sud della "capitale" Grosseto, è forse il caso enologico italiano più interessante di questi ultimi decenni.

I vini locali erano considerati, sino a 10-15 anni or sono, troppo strutturati e ricchi, poveri in finezza e grezzi rispetto ai più blasonati Chianti, Brunello o Nobile. In annate difficili servivano però da base per coprire le carenze di quei cavalli di razza (i maligni definivano il Morellino come il Brunello al di là dell'Orcia!).

Da allora però molte cose sono cambiate e sia dal punto di vista qualitativo che d'immagine i rossi di quella zona hanno fatto passi da giganti.

La strada l'hanno aperta certamente maremmani illustri, come il Sassicaia o l'Ornellaia, seguiti a ruota dai primi celebri Morellini, come quello delle Pupille o di Erik Banti.

E' quindi giunto l'incredibile fenomeno di accaparramento di tulle le superfici atte all'impianto di vigneti di qualità da parte delle aziende più blasonate, toscane (Fonterutoli, Antinori, Rocca delle Macie, Biondi Santi) e non (Gaia, Zonin). Chi tornasse oggi nella zona di produzione del Morellino si troverebbe un paesaggio totalmente mutato: vigneti moderni ad alta intensità d'impianto, cantine futuristiche e macchinari enologici all'avanguardia hanno ricoperto l'intero territorio.

Le uve che concorrono al taglio del Morellino sono il Lanaiolo, il Ciliegiolo e naturalmente in misura predominante il Sangiovese, localmente chiamato Morellino, proprio per il colore rosso scuro, "moro", che lo contraddistingue. Vino dalla notevole concentrazione sia nel colore che nella struttura, con profumi fruttati molto vivaci che ricordano le ciliegie mature; mai stucchevole anzi addirittura di facile beva.

Gli accostamenti ideali sono i piatti a base di carne, tanto frequenti nella cucina toscana, dai crostinj al fegato, alle pappardelle sulla lepre, da secondi poveri come le "rostinciane" o le salsicce con fagioli alle più note "fiorentine". Stappare un'ora prima del servizio mescendo a 16° C circa.

 

 

 

 

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