Langhe Nebbiolo

D.O.C. 2015

 

  

ZONA DI PRODUZIONE:  Piemonte, Langhe

UVAGGIO: Nebbiolo 100% 

GRADAZIONE ALCOLICA : 13,5%

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: rosso rubino scarico

Odore: floreale intenso con note evidenti di viola

Sapore: ricco, complesso, cangiante in continuazione

DA CONSUMARSI ENTRO:  5 anni ed oltre

 

COMMENTO:

 

Nelle Langhe vengono coltivati svariati vitigni a bacca rossa tra cui il Dolcetto, la Barbera e la Freisa ma le migliori posizioni, i cru meglio esposti sono sempre riservati a sua maestà il Nebbiolo. In parte perché questo vitigno ha esigenze molto particolari in fatto di esposizione  e microclima ma certamente anche per il fatto che viene considerato da tutti i produttori la varietà più nobile, col potenziale espressivo ed una capacità di evoluzione in bottiglia di gran lunga superiore agli altri. Non per niente i vini langaioli maggiormente conosciuti ed apprezzati come il Barolo, il Barbaresco ed ultimamente anche il Roero, sono ottenuti da Nebbiolo in purezza.

Vino austero, legato alla tradizione altrettanto seriosa del Piemonte, dopo circa un anno di invecchiamento in antiche e grandi botti di rovere per smussarne le spigolosità e ruvidezze tipiche del vitigno, entra sontuosamente in una vecchia bottiglia molto pesante, identica nella forma a quelle utilizzate ancora nel 1800 per proteggere i vini che i vari Cavour, d’Azeglio, Savoia amavano e custodivano gelosamente nelle loro cantine. Anche il sistema di chiusura della bottiglia, con lo spago a cavaliere a trattenere saldamente il tappo ed il sigillo in ceralacca col marchio della Duca Bortini sta ad indicare il legame inscindibile che questo grande vino ha con il passato e la storia.

Stappare questa bottiglia oggi o ancor meglio negli anni a venire, vista l’enorme capacità d’invecchiamento del Nebbiolo, a maggior ragione quando vinificato all’antica, riporterà il fortunato agli albori dell’unità d’Italia, di cui proprio quest’anno si festeggia il 150° anniversario.

Rosso importante richiede abbinamenti altrettanto strutturati, ancor meglio se legati alla ricca tradizione culinaria piemontese. A partire dai risotti, se fortunati al tartufo, o agnolotti di carne per passare a seconde portate di carni lesse o brasate, accompagnate da salse verdi o, ancor meglio da mostarda di frutta. Perfetto infine con i molti formaggi stagionati locali tra cui svetta il Castelmagno.

Stappare con un’ora almeno d’anticipo e servire in ampi ballon ad una temperatura superiore ai 16° C.