Picolit

COLLI ORIENTALI DEL FRIULI

DOCG 2011

 

 

 

 

 

 

 

...Se ne produce pochissimo in quanto la vite, bruttissima a vedersi,

e’ molto avara di grappoli, questi a loro volta di acini...

Uva Picolit

 

 

Scheda Tecnica 

Commento:

Il Picolit e’ considerato il re dell’enologia italiana, il più ricercato, il più discusso , il più ambito e non soltanto nel nostro Paese. Ma purtroppo anche criticato a causa di srtumentalizzazioni mercantili di cui e’ stato fatto bersaglio. Commercianti senza scrupoli, non vignaioli , hanno abusato del nome Picolit e, con imbrogli raramente perseguiti dalla legge delle doc, hanno commesso e ancor oggi commettono tanti delitti di lesa enologia. Quel nome, come si dice in gergo mercantile, tirava, e cosi’ il mercato fu invaso da bottiglie di fogge strane, quasi tutte fuorilegge, a prezzi da brivido, per contenuti che tutto erano ma non Picolit. Tra gli anni 50 e 60, di autentico Picolit, se ne producevano, nella zona a doc, sì e no 450 ettolitri. Ma quando e’ vero Picolit? Innanzitutto si badi dapprima all’etichetta delle bottiglie che ne portano il nome, diffidando di quelle che lo definiscono vino da tavola, che potrà anche essere un buon vino, ma certamente non sarà l’autentico, senza quel grado di nobiltà e di certezze che gli deriva dalla D.O.C.. Fondamento storico e rigoroso hanno le sue origini a partire dalla metà del secolo XVIII allorchè lo produceva, sui colli morenici da Fagagna, il Conte Fabio Asquini. La culla di questo vino sono state proprio queste zone. Il Conte Asquini lo inviava alle corti degli zar di Russia, ai re di Francia e al Vaticano in speciali bottiglie addirittura soffiate a Murano. Era già da allora nettare ambitissimo e pregiatissimo, autentico perche’ buono e raro.

Se ne produce pochissimo in quanto la vite, bruttissima a vedersi, e’ molto avara di grappoli, questi a loro volta di acini (il così detto aborto floreale). Se ne utilizzano per la spremitura, si e no 15/20 per grappolo: quando va bene!

Un ultima annotazione per ciò che riguarda la speculazione dei prezzi. Nel 1986 sono stati denunciati ufficialmente 779 ettolitri di Picolit doc con rese di appena venti quintali per ettaro di uva. Forse centomila bottiglie. Vetro, etichetta, abito, lavoro, immagine, ammortamento, guadagno, passaggi, etc., calcolatrice alla mano: non più di 30/40 mila lire la bottiglia. Salvo casi di prestigiose annate costate 70/100 mila lire.

Dopo i pasti è impareggiabile come vino da meditazione, da soli o in compagnia degli amici migliori. Servire a 12°C

Zona di Produzione: Colline del Friuli orientale(fascia collinare che va da Brazzano di Cormons a Tarceto la zona eletta del Picolit).

Uvaggio: 100% Picolit.

Rese Massime: raramente supera i 20/30 quintali per ettaro.

Gradazione Alcoolica: 12%vol.

Descrizione del Vino: Colore: Giallo paglierino, talvolta carico, spesso giallo oro zecchino, giallo oro vecchio o quasi ambrato dopo alcuni anni di invecchiamento.Odore: Ricorda il favo d’api, colmo di miele prodotto con tutti i fiori di campo.

Sapore: Dolce non dolce , di nobile razza, aristocratico, lunghissimi nelle sensazioni che cambiano in continuazione.

Da consumarsi entro: non ha problemi ad invecchiare, anzi migliora.  

 

 

 

 

 

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