Prosecco

D.O.C.  Frizzante 2016

UVA GLERA

 

 

SCHEDA TECNICA

 

ZONA DI PRODUZIONE: Parte del Veneto (Treviso, Venezia, Padova, Belluno) e del Friuli Venezia Giulia (Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia).

UVAGGIO: 100% Glera (nuovo sinonimo, utilizzato per indicare ciò che prima era chiamato Prosecco)

GRADAZIONE ALCOLICA :11° Vol,

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore:  bianco paglierino, con allegri riflessi che tendono al verdognolo.

Odore:  fresco, fruttato, con note di mela e pesca.

Sapore: equilibrato, fine ed elegante, persistente,

DA CONSUMARSI ENTRO: l'anno successivo alla vendemmia.

 

 

Commento:

Il Prosecco è con certezza il vino bianco più conosciuto all1estero, e purtroppo anche imitato con l'invenzione di nomi irnprobabili e truffaldini come dimostra il caso recente de sequestro in Inghilterra di uno spumante "Rosecco", che nulla aveva in comune con le ns. bollicine.

E' soprattutto per proteggere questo tesoro del nord-est, che l'attuale ministro delle po[itiche agricole, Luca Zaia, guarda caso nato nel cuore del territorio storico di produzione del Prosecco ed enologo di formazione, ha forzato la mano, facendo modificare i disciplinari di produzione che riguardavano questo prodotto. Se infatti fino ad ora chiunque avrebbe potuto piantare il vitigno Prosecco nei mondo e chiamare il vino con quel nome d'ora in poi, avendo cambiato ufficialmente il nome del vitigno stesso in Glera (antico nome con cui quest'uva era chiamata in provincia di Trieste, nel comune di Prosecco) ciò non sarà più possibile. Nel contempo è stata creata una nuova DOC (o meglio DOP, come o dovremo abituare a chiamare questa categoria di vini) chiamata Prosecco, che a questo punto non è più il nome sia di un vitigno che di un vino ma unicamente di quest'ultimo, proteggendone l'utilizzo. Sono pertanto sparite di colpo, con la vendemmia 2009, tutte le IGT (Veneto, Colli Trevigiani, etc.) che prevedevano tra i vitigni ammessi il Prosecco. la nuova DOC ha ridotto notevolmente le rese ad ettaro, pur ampliando  confini, dovendo includere per correttezza anche il Friuli Venezia Giulia, da cui abbiamo visto il vitigno (Glera) ed il nome del vino (Comune di Prosecco) derivano: ciò ha creato uno squilibrio tra la domanda e offerta della nuova vendemmia, ed ha visto un incremento notevole dei prezzi delle uve. Un vino molto versatile, che proprio per questo motivo risulta la "bollicina italiana" più conosciuta e bevuta al mondo. Molto utilizzato come aperitivo o anche come ingrediente base di cocktails leggeri e poco impegnativi, a tavola può essere servito, anche scaraffato conie vuole l'usanza locale, per accompagnare antipasti di pesce crudo o salumi (grande col prosciutto crudo di San Daniele), il locale risi e bisi, risotti di formaggi freschi, fegato alla veneziana, piatti a base di verdure (radicchio trevigiano), olive all'ascolana e, perché no, un buon pale de foie gras. Servito in flute, ad una temperatura inferiore a 0° C, può infine chiudere in bellezza la serata, senza appesantire troppo.

 

 

 

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