Recioto della Valpolicella

spumante dolce

d.o.c.2003

 

 

 

...Il nome Recioto... deriva da “recie" in veneto, "orecchie" in italiano: 

sono infatti le due ali superiori del grappolo...

corvina

rondinella

molinara

 

 

 

Scheda Tecnica

 

Zona di produzione: Veneto, Provincia di Verona, Valpolicella

Uvaggio: 40% a max 70% Corvina; da 20% a max 40% Rondinella; da 5% a max 25% Molinara.

Rese Massime: 120 quintali d’uva per ettaro; 31 ettolitri in vino per ettaro( resa molto bassa dovuta all’appasimento). 

Gradazione Alcoolica: 12,5%vol.

Descrizione del Vino: Colore:  rosso rubino, con spuma evidente; Odore:  fruttato, dolce, tipiche note di ipermaturazione, che ricordano la viola; Sapore: pieno ed elegante, con un continuo gioco di forza tra il dolce iniziale ed il finale piacevolmente amarognolo.

Da consumarsi entro: da non invecchiare.

 

 

 

Commento:

Eccoci di fronte all'ennesima sorpresa che le tre uve rosse autoctone della Valpolicella riescono a regalarci. Dopo l'ormai conosciuto ed a buon merito elogiato Amarone, l'ottimo valpolicella da Ripasso ed il più leggero e giornaliero Valpolicella, fa la sua comparsa il Recioto, non nella sua forma più conosciuta di vino fermo, ma addirittura spumante.

Il nome Recioto, come molti sapranno, deriva da “recie" in veneto, "orecchie" in italiano: sono infatti le due ali superiori del grappolo, le cui bacche notoriamente vantano una concentrazione superiore di zuccheri, ad essere vendemmiate con cura e poste sui graticci o "arelle" per un paio di mesi ad essiccare e concentrare ulteriormente il contenuto in zuccheri e di conseguenza il potenziale alcolico.

A differenza dell'Amarone, che nella seguente fermentazione alcolica di Gennaio porta quasi a zero gli zuccheri trasformandoli in alcool e raggiungendo gradazioni elevatissime, il Recioto viene lasciato fermentare sino a 12 - 12,5 % vol. e poi bloccato, in modo da avere ancora almeno 35 - 40 grammi/litro di residuo zuccherino. Un prodotto amabile e morbidissimo, dunque, che ha alle spalle pero' una struttura tannica e polifenolica di un Amarone, dando vita così ad un delicato equilibrio interno che fa si che il prodotto, seppur dolce, non sia mai stucchevole o noioso. Parlando di spumanti, insomma, tutto il contrario di un Asti che, oltre ad essere bianco e non rosso carico come il nostro, ha unicamente nella dolcezza e leggerezza i suoi punti forza.

Questo spumante rosso dolce, con finale un amarognolo, ha la potenza e la spalla di un Amarone. E' insomma un'assoluta stranezza nonché una perla dell'enologia italiana e mondiale, non avendo rivali nel suo campo.

E' per sua natura adatto, a fine pasto, per accompagnare dolci alle mandorle o pasta frolla e, senz'ombra di dubbio, il Pandoro, dolce veronese per eccellenza. Interessante ed anomalo anche l'abbinamento con formaggi saporiti ed erborinati, ancor meglio se accompagnati da marmellate. Meno nobile, ma di sicuro impatto, il matrimonio con salumi dal sapore deciso come la soppressa o, cambiando regione, la finocchiona.

 

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