Ruche

 

Ruchè di Castagnole Monferrato

D.O.C.G.   2017

BIO






 

SCHEDA TECNICA

 

 

ZONA DI PRODUZIONE:  Piemonte, provincia di Asti, comune di Castagnole Monferrato ed altri cinque limitrofi

UVAGGIO: Ruchè in purezza

GRADAZIONE ALCOLICA : 14 %

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: rosso rubino delicato non eccessivamente carico

Odore: di fiori secchi tra cui s’evidenzia la rosa compenetrato da note fruttate ampie di piccoli frutti di bosco

Sapore: tannini importanti ma setosi, buon corpo, molto persistente e lungo

DA CONSUMARSI ENTRO:  5 anni

 

 

 

 

COMMENTO:

 

Autoctono per antonomasia, il Ruchè è un vitigno affascinante, d’origine antica ma incerta, da sempre presente in alcuni fazzoletti di terra del Monferrato, con epicentro il paese di Castagnole.

Il rosso che ne deriva si può fregiare dal 2010 della DOCG e, nel caso specifico, grazie al rispetto delle ristrettive e severe regole imposte dall’organismo di controllo, anche della menzione “vino biologico”: una perla davvero rara quindi nel Piemonte enologico.

Vendemmiato esclusivamente a mano nella seconda quindicina di Settembre viene vinificato secondo le più tradizionali modalità per circa 10 giorni unicamente grazie ai lieviti autoctoni presenti in cantina ovvero senza l’ausilio, ormai standardizzato, di lieviti selezionati che da un lato danno risultati certi e garantiti ma dall’altro azzerano le caratteristiche precipue che ogni produttore ha affinato nel corso dei secoli, impoverendo di conseguenza il concetto di terroir.

Vino molto particolare e caratteristico, si presenta con un bel colore rubino vivo non eccessivamente concentrato ed un naso delicato in cui le gentili note di petali secchi (rosa e geranio) si compenetrano con quelle più pungenti ed intense delle spezie (pepe nero) e quelle fruttate (fragoline di bosco); al palato l’impatto tannico è importante ma molto elegante con una persistenza non comune ed un finale piacevolmente amarognolo.

Al desco ben s’abbina ai tipici primi accompagnati dal tartufo (non per forza quello bianco, sublime ma inavvicinabile per i comuni mortali), seconde portate di carne in particolare a base di selvaggina di piuma e formaggi di capra. Ottimo a fine pasto, secondo i locali, con la tipica torta di nocciole.

Servire a 18° C, stappando con un po' di anticipo.

 

 

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