Sagrantino di Montefalco  

D.O.C.G.   2010


 

SCHEDA TECNICA

 

ZONA DI PRODUZIONE:  Umbria, provincia di Perugia, comune di Montefalco.

UVAGGIO: 100 % Sagrantino.

GRADAZIONE ALCOLICA : 14,5 % Vol.

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: rosso rubino, con leggere nuance aranciate.

Odore: tipico, evoluto, con sentori di frutti a bacca rossa e dolci note legnose ben amalgamate.

Sapore: corposo e ben strutturato.

DA CONSUMARSI ENTRO:  vino longevo, può invecchiare a lungo dopo la vendemmia.

 

COMMENTO

L’Umbria è una regione che solo recentemente è assurta, dal punto di vista enologico, agli onori della cronaca, ma che può dare enormi soddisfazione all’enofilo curioso, che si allontani dalla confinante e tronfia Toscana, per cercare alternative maggiormente legate al territorio ed al terroir. Caso emblematico il Sagrantino di Montefalco, vino tanto particolare sia per la varietà da cui trae le sue origini, che per la ristrettissima zona di produzione. L’uva Sagrantino, tipicissima ed inimitabile varietà dalle origini ancora sconosciute, è infatti presente unicamente sulle colline che circondano l’antico borgo di Montefalco, a sud della città di Perugia, ove è stata piantata in epoca medievale dai monaci benedettini che prima bonificarono la zona. Conosciuto e ricercato a livello locale sin dal Rinascimento, deve oggi la sua popolarità, sempre ristretta comunque all’enclave di chi ama e s’intende di vino, alla promozione a D.O.C.G. nel 92 ma soprattutto all’opera e la fama del vignaiolo Caprai  ed al suo strabiliante “25 Anni”.

Un’altra caratteristica per cui l’uva Sagrantino è oggi celebre è il primato nella ricchezza in polifenoli, le sostanze contenute in tutti i vini rossi, ma qui in misura esagerata (oltre 4.000 mg/kg d’uva), principali responsabili dei molti e riconosciuti effetti positivi che i rossi hanno sulla salute  ed in particolare sul sistema circolatorio (prevenzione arteriosclerosi e patologie coronariche, funzione antitrombotica).

Un colore rubino con leggera unghia aranciata, un naso in cui i piccoli frutti di bosco come le more di rovo, la fanno da padrone unitamente alle dolci note del legno di barrique, nonché un corpo imponente e ricco lo rendono ideale accompagnatore di portate importanti a base di carne e selvaggina. Da non trascurare, anche per un accostamento regionale, l’abbinamento con piatti tartufati e salumi della vicina Norcia. L’invecchiamento non lo spaventa, anzi ne esalta e ingentilisce le caratteristiche di nobiltà. Va servito a 18° C, avendo cura di stappare la bottiglia con congruo anticipo per dargli modo di “respirare” e ritrovare l’armonia col mondo esterno dopo un lungo periodo di costrizione in bottiglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

COMMENTO

L’Umbria è una regione che solo recentemente è assurta, dal punto di vista enologico, agli onori della cronaca, ma che può dare enormi soddisfazione all’enofilo curioso, che si allontani dalla confinante e tronfia Toscana, per cercare alternative maggiormente legate al territorio ed al terroir. Caso emblematico il Sagrantino di Montefalco, vino tanto particolare sia per la varietà da cui trae le sue origini, che per la ristrettissima zona di produzione. L’uva Sagrantino, tipicissima ed inimitabile varietà dalle origini ancora sconosciute, è infatti presente unicamente sulle colline che circondano l’antico borgo di Montefalco, a sud della città di Perugia, ove è stata piantata in epoca medievale dai monaci benedettini che prima bonificarono la zona. Conosciuto e ricercato a livello locale sin dal Rinascimento, deve oggi la sua popolarità, sempre ristretta comunque all’enclave di chi ama e s’intende di vino, alla promozione a D.O.C.G. nel 92 ma soprattutto all’opera e la fama del vignaiolo Caprai  ed al suo strabiliante “25 Anni”.

Un’altra caratteristica per cui l’uva Sagrantino è oggi celebre è il primato nella ricchezza in polifenoli, le sostanze contenute in tutti i vini rossi, ma qui in misura esagerata (oltre 4.000 mg/kg d’uva), principali responsabili dei molti e riconosciuti effetti positivi che i rossi hanno sulla salute  ed in particolare sul sistema circolatorio (prevenzione arteriosclerosi e patologie coronariche, funzione antitrombotica).

Un colore rubino con leggera unghia aranciata, un naso in cui i piccoli frutti di bosco come le more di rovo, la fanno da padrone unitamente alle dolci note del legno di barrique, nonché un corpo imponente e ricco lo rendono ideale accompagnatore di portate importanti a base di carne e selvaggina. Da non trascurare, anche per un accostamento regionale, l’abbinamento con piatti tartufati e salumi della vicina Norcia. L’invecchiamento non lo spaventa, anzi ne esalta e ingentilisce le caratteristiche di nobiltà. Va servito a 18° C, avendo cura di stappare la bottiglia con congruo anticipo per dargli modo di “respirare” e ritrovare l’armonia col mondo esterno dopo un lungo periodo di costrizione in bottiglia.

 

Pagina Iniziale

pagina precedente