schiava

 

 

 

 

lagrein

 


 

Suedtiroler St. Magdalener

Alto Adige Santa Maddalena

D.O.C.

Heinrichshof

2015

Scheda tecnica

ZONA DI PRODUZIONE:  Alto Adige, zona classica del Santa Maddalena

UVAGGIO:    95 % Schiava (Vernatsch)

                           5 %  Lagrein

GRADAZIONE ALCOLICA : 12 %

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: rosso rubino scarico

Odore: floreale di viole e rose, fruttato di lamponi e note di speziate di marzapane nel finale

Sapore: tipicamente leggero di corpo, fine, minerale

DA CONSUMARSI ENTRO:  ora al suo apice

     

COMMENTO:

 

La denominazione Santa Maddalena è, se così volgiamo definirla, la DOC privata di Bolzano visto che si abbarbica a nord sulle pendici montagnose molto ripide (nel nostro caso i vigneti hanno una pendenza tra 50 e 60%!!) a ridosso della città.

I vini a base di uva Schiava, o Vernatsch come chiamata in tedesco, incarnano la tipicità dei vini altoatesini: da secoli chi si siede esausto dopo una corroborante camminata su di una panca di legno con vista sulle Dolomiti presso un contadino o gasthof che sia, si vede portare un tagliere di speck accompagnato da pane insaporito da semi vari come per esempio il finocchio, ed una caraffa di fresca Schiava. La zona classica del Santa Maddalena (200 ha in totale) è per antonomasia quella tipica per la coltura di questo vitigno autoctono.

Vino eclettico, con un proprio carattere ben definito e riconoscibile, che si stacca decisamente dalla omologazione che spesso accomuna molte altre denominazioni a favore del mercato, trova l’abbinamento ideale coi prodotti tipici locali tra cui spicca ovviamente lo Speck come antipasto, canederli come prima portata e secondi a base di carne di maiale nonché formaggi d’alpeggio. La temperatura di servizio non deve essere eccessiva, intorno ai 15° C in inverno ed un paio di linee meno in estate.

Heinrichshof è una delle più antiche aziende vinicole di Bolzano nonchè una delle più piccole coi suoi 3,5 ettari. Le sue viti, coltivate secondo il tipico sistema di allevamento a pergola, crescono su un terreno benedetto visto che il Beato Arrigo di Bolzano (oggi patrono della città di Bolzano) è nato nel 1250 al Heinrichshof e si dice che abbia anche lavorato da giovane in quei vigneti. Cento anni fa si doveva lasciare il confine della città di Bolzano e camminare a nord quindici minuti su una strada sconnessa tra prati e vigneti per raggiungere il "villaggio di Bolzano" e il Heinrichshof. La città s’è però ampliata e oggi il Heinrichshof è il primo cortile con vigneti su pendii soleggiati fuori del centro urbano.