Solaris

I.G.P.   2016 - Vigneti delle Dolomiti

 

 

SCHEDA TECNICA

 

ZONA DI PRODUZIONE:  Trentino

UVAGGIO:  100 % Solaris                      

GRADAZIONE ALCOLICA : 12,5 %

DESCRIZIONE DEL VINO:

Colore: paglierino

Odore: di buona aromaticità, con note citrine e di frutta esotica

Sapore: fresco, sostenuto da acidità vibrante, lungo

DA CONSUMARSI ENTRO:  da consumarsi giovane

 

                                                 

COMMENTO:

 Le nuova frontiere della sostenibilità in campo viticolo sono sicuramente i vitigni resistenti che richiedono meno o addirittura alcun trattamento antiparassitario, grazie alla resistenza naturale alle principali malattie crittogamiche della vite, in particolare oidio, peronospora e botrite.

Ottenuti da incroci, solo recentemente hanno avuto il via libera ufficiale per la coltivazione e vinificazione, grazie all’iscrizione nel Registro Nazionale delle varietà di vite idonee alla produzione di vino.  

Il Solaris (incrocio di Merzling x (Saperavi Severinyi x Muscat Ottonel) è nato nel 1975 e fa parte dei pochi vitigni sino ad ora ammessi. Grazie ad un ciclo vegetativo più corto ed alla maturazione molto anticipata, addirittura 10 giorni prima dello Chardonnay, ed alla elevata resistenza naturale ai funghi sopra indicati, risulta vitigno principe per essere piantato con successo nelle zone più svantaggiate delle valli trentine, ad alte latitudini (oltre i 600 m s.l.m.), su poggi molto ripidi ed impervi, difficilmente raggiungibili coi mezzi meccanici per i trattamenti. Sono queste le plaghe ove la viticultura è considerata “eroica” per le estreme condizioni geografiche e climatiche; oltre alla testardaggine dell’uomo, noncurante dei sacrifici estremi necessari per la coltivazione, è necessario ovviamente anche un vitigno “eroico” che possa sopravvivere in quelle condizioni.

Un vitigno questo che va decisamente oltre il concetto di “biologico”: se infatti il viticoltore bio s’impegna a non utilizzare prodotti translaminari di sintesi ma solo di copertura e contatto per salvaguardare la natura, in questo caso non ne ha proprio ragione visto che la pianta combatte da sola, con le proprie forze, contro le crittogame e non ha bisogno dell’intervento antropico.

Oltre alla viticoltura eroica questo vitigno ben si adatta anche al concetto di viticoltura urbana: in Trentino negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda la coltivazione del melo, prima coltura locale molto legata purtroppo ai prodotti chimici di sintesi, il tema della convivenza tra abitanti e colture agricole. I paesi sono infatti mescolati senza soluzione di continuità con le coltivazioni a causa del poco spazio disponibile nel fondovalle coltivabile, da dividere tra aree agricole ed urbanizzate. L’attenzione locale per la salute del cittadino vede sempre più criticamente l’uso di chimica da parte del settore primario e quindi l’utilizzo di varietà resistenti viene caldamente consigliato.

Bianco aromatico dalla piacevole vena acida, molto fruttato, elegantissimo figlio della montagna risulta perfetto con antipasti vari, piatti a base di uova e verdure, formaggi freschi e, naturalmente, portate di pesce o crostacei nonché carni bianche. Servire intorno a 10° C.

 

 

 

 

 

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